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Martedì 17 Ottobre 2017
Villorba, una tavolata lunga 45 anni
Scritto da Ilario Zanatta    Sabato 01 Luglio 2017 15:59    PDF Stampa E-mail
Notizie

festa-rugby-Villorba«Io sono una parte di tutto ciò che ho incontrato», ha scritto il poeta Alfred Tennyson. Anche un club di rugby è parte di ogni persona che lo ha vissuto nel corso delle generazioni, perché ciascuno vi ha posto un mattone per costruire il presente, il campione e il genitore, l’educatore e il medico, chi ha lavato le maglie, guidato un pulmino, innaffiato i campi, preparato i panini, urlato in tribuna, chi ha segnato quella gran meta e chi quel giorno ha fatto un in-avanti madornale.
Con questa idea a Villorba hanno voluti invitarli tutti, i tesserati e cosiddetti “simpatizzanti” della società a partire dalla sua fondazione, anno 1972. Quarantacinque anni dopo il club gialloblù è una solidissima realtà di provincia organizzata attorno al settore giovanile e ad un accurato lavoro di formazione dei tecnici, con una costola di rugby femminile particolarmente attiva e fresca di tricolore under 16.
E sono arrivati in tanti nell’impianto presso il Palaverde, più di novecento. Pronti ad azzannare i 320 chili di carne infilzati nello spiedo, le fritture di pesce, la parmigiana della Diva e tutto il resto. Dai pionieri ai babies classe 2011, che oggi compongono l’under 6 dei “Ricci” più piccoli.
Chi partendo da Villorba è arrivato fino all’azzurro della Nazionale, come Jean-Louis, Stefano e Alberto. Chi come Manrico, Paul, Ieie e Corrado è passato da Villorba dopo una carriera a Treviso, assieme allo sponsor di allora. Chi come Nereo ha trasmesso al figlio una inesauribile grinta, base per diventare poi un giocatore-chiave nella storia azzurra.
Quelli nati nel ’58 e che fecero la prima giovanile di sempre, come Checco e Paolo. Fino ai ragazzi e alle ragazze che scendono in campo oggi, e sono moltissimi: il Villorba conta più di 400 tesserati e squadre nei campionati di tutte le categorie giovanili.  Con allenatori che a loro volta sono cresciuti nel club o che addirittura, come Martin, sono arrivati con sangue maori dalla Nuova Zelanda.
Un festoso terzo tempo che idealmente ha abbracciato 45 anni di storia del sodalizio gialloblù. Una faticaccia mostruosa organizzare per così tante persone ma certo nessuno si lamenta, questa è la vita del club. Domani si ricomincia da capo.

Elvis Lucchese

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